Praticare la Compassione nello Shiatsu

February 16, 2018

 

 

Di solito i vari "percorsi spirituali" ai quali un operatore shiatsu, in formazione o già professionista, si avvicina sono di solito, per molti, troppo elaborati e sofisticati.

 

Potremmo dire non più adatti ad una società come quella che versa la nostra negli ultimi anni.

 

Non sto sostenendo che bisogna superficializzare o semplificare percorsi di culture antichissime e millenarie, ma credo fermamente, dopo più di 20 anni di esperienza, che bisogna adeguare alle richieste, all'evoluzione, questi strumenti potentissimi. 

 

Erano ottimi gli insegnamenti di maestri, di  guru nel periodi di new age degli anni '60, '70, '80 '90 ma con l' entrata nel nuovo millennio le coscienze sono più pronte, preparate per percorsi diversi,  più orientati al pratico.  Uno di questi è: "Come raggiungere la "felicità?"  

 

Fondamentalmente senza troppi giri di parole i veri percorsi di crescita e spirituali devono insegnare, dare  indicazioni chiare e pratiche su come raggiungere  la felicità.

 

Sia chiaro, con felicità, non intendo soldi, carriera, successo, materialità allo stato puro.

 

Ma come riconquistare quel antico senso di felicità puro, vero,  autentico,  disinteressato  per il semplice fatto di esistere. 

 

Noi siamo abituati alla favoletta, che ci insegnano da bambini, che possediamo solo 5 sensi.

 

Niente di più falso! 

 

Infatti uno dei sensi più importanti, quello che racchiude,  l'entusiasmo, la visione positiva delle cose, la curiosità, l'amore verso il  tutto, l'ingenuità, la spontaneità, l'autenticità, l'intuizione, la genuinità lo si può definire, "udite udite", con il senso della Felicità. 

 

Esso viene lentamente castrato, menomato fino a diventare obnubilato e sostituito dall'estrema razionalità, così che da senso della felicità diventa senso sella diffidenza e della paura.

 

Da adulti  poi viviamo alla ricerca di una qualità della vita migliore e pensiamo che la felicità sia un ideale irraggiungibile e quando ne sentiamo parlare, da qualcuno che l'ha raggiunta attraverso qualche percorso di crescita personale o spirituale, pensiamo subito che sia un pò fuori di testa.

 

Ti posso garantire che tutti abbiamo provato questo senso...mmmhh... non mi credi?  

 

Hai mai visto il cartone animato di Heidi degli anni '80?

 

Beh se la tua è risposta è no, vai su youtube e guardalo con tuo figlio, tua figlia, tuo nipote,  avrai la possibilità di vedere il senso della felicità all'opera.

 

Lo stesso che puoi osservare nei bambini lasciati liberi di essere semplicemente quello che sono.

 

Ti accorgerai che esprimono felicità da tutti i pori. Guarda che lo facevi anche tu!

 

Non sto divagando, sto semplicemente ricordandoti che siamo stati tutti felici e che il nostro senso è solo anestetizzato e lo possiamo sempre risvegliare.

 

Tornando al concetto sano di spiritualità, pensare che sia qualcosa di diverso dalla nostra felicità personale, vuol dire che siamo completamente fuori strada.

 

Pensare che la  mia o tua spiritualità o  religione sia migliore dell'altra, dà adito solo a dogmatismi guerre e competizioni.  

 

Il problema non è quello in cui crediamo, "io credo in questo tu credi in quell'altro, la mia religione dice quest'altro la tua non lo dice...ecc..."  ma ciò che noi diventiamo con la pratica spirituale.

 

Diventiamo persone migliori, diventiamo più saggi, diventiamo più compassionevoli, diventiamo più felici?

Se la risposta è si allora siamo sulla strada giusta.

 

Altrimenti no!

 

Quindi il piede giusto per riconoscere un personale percorso spirituale è quello che fa sviluppare dentro te stesso la fiducia che esiste un principio positivo.

 

Cioè non quel principio che ti fa svalutare, sentirti peccatori, soffrire per ottenere un premio,  ma al contrario è quel principio che ti indica che il  percorso di crescita ed evoluzione è quello che ti fa sviluppare la fiducia in te stesso, la fierezza, la certezza che dentro di te hai tutto ciò che ti occorre per realizzare il tuo progetto di vita.

 

Come dicono i Buddisti  in noi stessi abbiamo una natura fondamentalmente buona. 

 

Se ognuno di noi desidera la felicità e nessuno di noi desidera intrinsecamente la sofferenza,  ciò è  la prova più schiacciante che ognuno di noi ha questa natura buona, che aspetta solo di essere realizzata ed espressa per il bene nostro e bene degli altri.

 

Compreso ciò arriviamo al punto focale dell'articolo, la Compassione o Altruismo, che significa pensare agli altri almeno tanto quanto noi pensiamo a noi stessi.

 

Detto così sembra facile!

 

 Tutti gli esseri viventi e pensanti esattamente come te e me, desiderano essere felici.

 

Se ognuno di noi, quindi, auspica alla felicità cosa c'è di più normale e nobile augurare agli altri quella stessa felicità che auguriamo a noi stessi.

 

Quindi se nelle tue meditazioni,  nelle tue preghiere, nelle tue discipline, quando pratichi Shiatsu, includi sempre questo augurio profondo: "che tu possa essere felice" e non pensi solo che quel cliente ti lascia 40/50/60€  allora stai praticando la compassione e stai instillando, condividendo la tua felicità con lui o con lei. 

 

Fallo sempre!  Fa che diventi un'abitudine! 

  • Leggi un libro che ti ispira?

  • Guardi un film che ti commuove o ti rende più consapevole?

  • Dedichi un momento per te, durante la tua giornata lavorativa?

  • Mediti?

  • Fai esercizi?

Ogni cosa che ti dà un momento di felicità fallo anche

per la felicità degli altri condividilo con il cuore.

 

Includi sempre gli altri per le cose buone che fai. 

 

Se pensi solo alla tua felicità, va anche bene, ma ai fini spirituali non è un grandissimo risultato. 

 

Se invece questa felicità la condividi, la trasmetti e insegni come fai a raggiungerla diffondendone il metodo, allora si che è un grandissimo risultato spirituale e per tutto ciò l'universo te ne sarà grato.

 

Ecco questa è la vera compassione, non è necessario diventare il Dalai Lama, un guru o altro.

 

Questa è la vera spiritualità ed è quello che già sapevi da bambino, quando eri totalmente in contatto con il tuo senso della felicità.

 

Ti lascio con una domanda:

 

"Chiedi al tuo bambino di allora 

se è felice dell'adulto che sei diventato oggi?" 

 

Questa è la strada per la vera compassione!

 

Ti Auguro di essere felice!  

 

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